La talpa

Conosciamo la talpa

Della talpa, di solito, ci accorgiamo quando compaiono i primi cumuli nel nostro giardino.

Prima di iniziare questo lavoro non ne avevo mai vista una, soprattutto viva, e non pensavo che un essere così piccolo potesse creare montagne di terra così grandi, a volte anche tre o quattro volte la sua lunghezza.

Vediamo allora di conoscere meglio questo laborioso animaletto.

La talpa è un mammifero soricomorfo e appartiene alla famiglia dei Talpidi.

La talpa

La parola “soricomorfo” deriva da “Soricomorpha”, che è un’ordine di classificazione dei mammiferi Laurasiateri. Di quest’ordine fanno parte i Soricidi (da cui il termine e il cui rappresentante più significativo è il toporagno), i Solenodontidi e i Talpidi .

E’ possibile dividere la famiglia del Talpidi in 3 sottofamiglie:

Condylura cristata

Curiosità: fra i tanti tipi di talpa esistenti al mondo, quella che sicuramente fa più impressione (perlomeno alla vista) è la Condylura cristata o Talpa dal muso stellato, presente in America del Nord.

Contrariamente a quanto si crede, la talpa non è un roditore.

Nel corso della sua evoluzione, la talpa si è adattata a vivere nel sottosuolo, anche se può capitare che venga in superficie per spostarsi e cacciare, specialmente di notte.

La sua dieta consiste prevalentemente di lombrichi, ma si nutre anche di piccoli insetti e, raramente, di vegetali.

Ogni giorno scava nuove gallerie e le ripercorre continuamente alla ricerca di cibo.

Le gallerie possono essere di due tipi:

superficiali: scavate soprattutto d’estate quando i lombrichi risalgono verso la superficie del terreno umido dopo la pioggia o l’irrigazione;

sotterranee: in questo caso la talpa, scavando, spinge la terra in eccesso verso la superficie, dando forma ai cosiddetti “cumuli”, che vediamo soprattutto d’inverno, quando la superficie del terreno è più dura a causa del freddo e i lombrichi (e con loro la talpa) si spostano più in profondità.

Cumuli

La talpa deve consumare ogni giorno poco meno dell’equivalente del suo peso in cibo per poter sopravvivere; questo comporta un enorme dispendio di energia.

Per questo motivo non cade in letargo ed è attiva tutto l’anno.

Le talpe in Italia

In Italia possiamo trovare 3 specie molto comuni e diffuse (fonte: Wikipedia):

La talpa europea (Talpa Europaea)

Talpa Europea

Distribuzione

Il suo areale è il più ampio tra tutte le specie del genere: è presente in buona parte dell’Europa, dalla Gran Bretagna e dalla Svezia meridionale, spingendosi a sud sino fino alla parte settentrionale delle penisole iberica, italiana e balcanica; è inoltre diffusa in Asia dal Caucaso all’Altaj e alla Mongolia.
In Italia è presente dalle Alpi sino a Marche, Umbria e Toscana[2].
Sulle Alpi è talora simpatrica con la Talpa caeca; in centro Italia il suo areale possiede una ristretta zona di contatto con quello della Talpa romana.

Descrizione

È lunga 14–16 cm esclusa la coda che misura 2,5-3,3 cm. Pesa dai 60 ai 120 g e l’altezza alla spalla è di 4–5 cm. La pelliccia è fine e vellutata di colore uniforme, prevalentemente nera, talvolta con riflessi marroncini o grigi o azzurrognoli; le orecchie sono invisibili e prive di padiglioni auricolari; la punta del naso è color carne.

Sono molto sviluppate le zampe anteriori, larghe, massicce e munite di unghie corte e molto robuste. Una morfologia particolarmente adatta alla vita sotterranea e allo scavo: occhi ed orecchie ben protetti, forma “aerodinamica” con il muso molto appuntito, zampe specializzate per lo scavo. Anche la morbidezza del pelo può essere un adattamento alla vita nelle gallerie, rendendo agevole anche il movimento a ritroso.

La sua differenziazione dalle altre specie di Talpa presenti in Italia non è semplice: la T. europaea ha in genere dimensioni e peso maggiori rispetto alla Talpa caeca, leggermente inferiori rispetto alla Talpa romana. Si caratterizza inoltre per l’assenza di pelo in corrispondenza degli occhi. Un ulteriore carattere distintivo è costituito da un dettaglio della dentatura: il mesostilo dei molari in T. europaea è raramente bifido e se lo è comunque più arrotondato di quello della T. romana.

Biologia

È un animale solitario che trascorre la maggior parte del tempo in un complesso sistema di gallerie sotterranee, alcune più profonde, collocate a 15–25 cm dalla superficie, utilizzate come ripari permanenti, ed altre più superficiali, quasi al livello del suolo, che utilizzano come terreno di caccia e che possono arrivare a ricoprire una superficie di 600–900 m².

Talpa albina

Ha una vista limitata compensata da olfatto e udito molto sviluppati. Il senso del tatto è anch’esso molto sviluppato: il muso, le zampe anteriori e la coda sono dotati di sensibili vibrisse, mentre l’estremità del muso è ricca di organi di Eimer, piccoli organuli sensitivi di derivazione epidermica.

La talpa dorme soltanto 2 – 3 ore per volta e nel corso delle 24 ore dorme più volte.

La riproduzione avviene una volta all’anno e, dopo una gestazione di circa 4 settimane, si conclude con la nascita di 4-6 piccoli, che vengono allattati per circa 6 settimane.

L’aspettativa di vita media di una Talpa europaea è di 4-6 anni.

Talpa cieca (Talpa caeca)

Talpa Cieca

Distribuzione

Con quattro sottospecie (Talpa caeca augustana, Talpa caeca caeca, Talpa caeca hercegovinensis e Talpa caeca steini) la specie è diffusa su Alpi, Appennini e Balcani fino al Monte Olimpo in Grecia, mentre la sua presenza in Tracia ed Asia Minore è stata segnalata ma rimane molto dubbia: le popolazioni iberica e caucasica in precedenza ascritte a questa specie sono state recentemente riclassificate ed elevate al rango di specie a sé stanti, rispettivamente coi nomi di Talpa occidentalis e Talpa minima. In Italia sono presenti tutte le sottospecie ad eccezione di hercegovinensis: la sottospecie nominale è diffusa lungo tutti gli Appennini fino al massiccio del Pollino, mentre le altre due sottospecie colonizzano l’arco alpino occidentale, fra Lombardia e Liguria.
Predilige i suoli umidi e non eccessivamente caldi, tanto che la si trova anche ad oltre 2500 m d’altezza, dove il suolo è ricoperto dalla neve per gran parte dell’anno: spesso la si trova in zone nei pressi di boschetti di latifoglie. Degno di nota il fatto che la maggior parte degli avvistamenti di esemplari di questa specie sono stati fatti in pendii rivolti verso nord.

Descrizione

Misura fino a 13 cm, per un peso di poco meno di cento grammi.

Il pelo è di colore nero lucido e non ha un verso: ha un aspetto lucido e sericeo. Le zampe ed il muso sono glabri e di colore carnicino, quest’ultimo in particolare ha la punta rossiccia ed è munito di sensibili vibrisse: inoltre, in proporzione alle dimensioni del corpo il muso (così come la coda) è più lungo rispetto all’affine Talpa europaea. Le due specie differiscono inoltre per le dimensioni generalmente inferiori di T. caeca, che ha anche labbra coperte di radi peli bianchi invece che grigi come in T. europaea e zampe più incassate nel corpo, che ha fisionomia più snella. Il metodo più sicuro per distinguere le due specie, tuttavia, sta nell’osservare la chiostra dentaria: gli incisivi superiori di T. caeca, infatti, sono più larghi rispetto a quelli di T. europaea, mentre i molari superiori presentano sempre mesostilo bifido.
Deve il nome comune, così come quello scientifico, al fatto che la palpebra è praticamente saldata sui piccolissimi occhi: in corrispondenza della pupilla, la pelle è forata da un condotto obliquo ed assai sottile, che non può essere chiuso, e attraverso il quale l’occhio non è visibile.

Biologia

A causa delle abitudini di vita ipogee della specie e degli habitat piuttosto impervi che colonizza, mancano ancora studi approfonditi sul suo ciclo vitale: è infatti la meno studiata delle tre specie di talpa presenti in Italia. Si presume, tuttavia, che questi animali abbiano abitudini non eccessivamente dissimili da quelle delle altre due specie. Pare avere una predilezione alimentare per i lombrichi.

La talpa romana (Talpa Romana)

Talpa Romana

Fino alla fine degli anni ottanta la specie è stata considerata una sottospecie dell’affine Talpa europaea: dopo approfonditi esami genetici, attualmente la maggior parte degli studiosi è concorde nel classificare questi animali come specie a sé stante.

Descrizione

Misura fino a 18 cm di lunghezza, per un peso che può superare i 150 g.

Il pelo è folto e non ha un verso, è di colore nero con aspetto assai lucido e sericeo: nel complesso la specie è assai simile alle altre specie di talpa italiane, dalle quali tuttavia differisce per la corporatura più massiccia (in particolare nella zona scapolare e cranica) e per la maggiore lunghezza delle zampe anteriori, che sono cilindriche e ricoperte di pelo sull’arto, mentre la zampa vera e propria è glabra, così come le zampe posteriori ed il muso, che sono di colore carnicino (quest’ultimo con punta rossiccia e lunghe vibrisse). La palpebra è saldata e ricoperta da pelliccia.

Biologia

La talpa romana è una specie adattata ad una notevole varietà di ambienti, dai terreni sabbiosi delle dune pleistoceniche alle faggete appenniniche, dal livello del mare fino a 2000 m. Studi recenti hanno evidenziato notevoli analogie con la biologia di T. europaea, della quale T. romana è considerata vicariante dal punto di vista ecologico e geografico. Ciononostante stanno emergendo alcune peculiarità dell’ecologia comportamentale di T. romana che non hanno trovato riscontro in studi analoghi sulle popolazioni di T. europaea. Queste riguardano principalmente i ritmi di attività, che subiscono maggiori variazioni locali e stagionali, soprattutto in relazione alle forti variazioni del clima mediterraneo, caratterizzato da inverni miti e umidi, alternati con estati torride e secche. Soprattutto la siccità estiva, che determina una condizione temporanea di forte carestia, comporta un generale rallentamento dell’attività, fenomeno non documentato nelle talpe che vivono in zone climatiche più continentali. Analogamente a quanto descritto in generale per le talpe, la talpa romana è una specie solitaria e territoriale, i cui territori, generalmente più grandi nei maschi, si sovrappongono raramente, ad eccezione del periodo riproduttivo, durante il quale il territorio di un maschio spesso si allarga ad includere quello di una o più femmine confinanti. Le dimensioni dei territori (nei maschi tra 2000 e 3000 m², fino a 7000 m² durante la stagione riproduttiva; nelle femmine tra i 1000 e i 2000 m²) sembrano essere in stretta relazione alle disponibilità trofiche e, per quanto riguarda i maschi, alle esigenze riproduttive. In base ai dati esistenti la dieta della Talpa romana è caratterizzata da uno spettro alimentare più ampio rispetto a quello di Talpa europaea; oltre ai lombrichi si nutre frequentemente di larve di insetti, chilopodi e molluschi. La composizione delle prede varia sia stagionalmente sia in relazione a diversi ambienti e regioni.

Distribuzione

Con cinque sottospecie (Talpa romana adamoi, Talpa romana brachycrania, Talpa romana ognevi, Talpa romana romana, Talpa romana wittei, mentre la sottospecie stankovici è attualmente considerata una specie a sé stante, Talpa stankovici) la specie è endemica dell’Italia centro-meridionale (dalla provincia di Grosseto alla provincia di Ancona, a sud fino alla Calabria meridionale) e, con una piccola popolazione, anche in Francia meridionale: la reale appartenenza di quest’ultima popolazione alla specie è tuttavia ancora da verificare. Pare inoltre che nel XIX secolo ne furono rinvenuti degli esemplari in Sicilia, dove la specie attualmente manca del tutto. Attualmente il suo areale risulta in fase di espansione a livello locale verso nord, a discapito di quello di Talpa europaea, il cui areale è confinante con quello di questa specie, anche se raramente animali delle due specie vengono in contatto (parapatria).
La specie colonizza gli ambienti più disparati, dalle aree sabbiose in prossimità del mare alle zone montane, oltre i 2000 m di quota.